Siete sempre stanche? Forse CFS!

Siete sempre stanche? Forse CFS!

La stanchezza è una particolare condizione del nostro organismo, che, pur non essendo una vera e propria malattia, non è nemmeno indice di benessere e di buona salute: una manifestazione così comune che non è neppure il caso di darne una definizione. Il fatto che sia così diffusa, però, non deve indurci a trascurarla, anche se un certo grado di stanchezza si può definire fisiologico, cioè del tutto normale.

LA concezione di stanchezza che si impadronisce del nostro organismo dipende dalle condizioni di alcuni organi, primi tra tutti i muscoli.

A ciascuno di noi è noto infatti che i muscoli, dopo essere stati sottoposti a uno sforzo energico o prolungato sono intorpiditi, dolgono e hanno bisogno di un certo periodo di riposo per recuperare totalmente le forze.

Per questo motivo al termine di un certo lavoro o, più frequentemente, al termine di una giornata lavorativa, ci sentiamo stanchi e abbiamo bisogno di recuperare le energie con un buon sonno. E’ questo un esempio di stanchezza fisiologica, che ovviamente non deve destare alcuna preoccupazione in chi la avverte.

Un Altro esempio di affaticamento del tutto normale è quel particolare tipo di stanchezza che colpisce i muscoli non allenati a determinati sforzi: è il caso di chi abitualmente conduce vita sedentaria e ogni tanto si lascia tentare da una gita in bicicletta a piedi. Il risultato è una notevole sensazione di stanchezza, che si prolunga talvolta per più giorni di seguito ed è accompagnata quasi sempre da dolori ai muscoli interessati (mialgie).

Finora abbiamo parlato soprattutto di un particolare tipo di stanchezza, dipendente dalla stanchezza muscolare: quasi sempre, però, la sensazione di affaticamento oltre ai muscoli interessa tutto l’organismo, tanto che alla fine di una giornata piuttosto laboriosa avvertiamo il bisogno di far riposare, oltre ai muscoli, mente, occhi, eccetera: in questo caso la stanchezza prende il nome di astenia.

Il medico, di solito non viene consultato per i disturbi dovuti alla stanchezza, perché tutti sanno che con un po’ di riposo e di sonno è possibile recuperare vigore ed energia. Ma come possiamo renderci conto se  la stanchezza è normale oppure patologica, cioè espressione di una vera e propria malattia? La risposta non è facile, perché non esiste un confine netto e ben delimitato oltre il quale no si può più parlare di stanchezza normale.

Se un individuo si presenta astenico, bisognerà anzitutto vedere se i disturbi accusati sono singoli, isolati, oppure cronici; se si presentano occasionalmente, senza una scadenza fissa, oppure continuamente. Un po’ tutte le malattie soprattutto quelle di natura infettiva (come per esempio la mononucleosi), nella convalescenza possono procurare astenia e ciò è noto a tutti:  non tutti sanno però che l’astenia può essere uno dei primi sintomi di uno stato morboso: la anemia, l’ipotensione arteriosa e quegli stati di strapazzo fisico e intellettuale che si comprendono comunemente sotto il nome di <<esaurimento nervoso>>, specie all’inizio, si manifestano solo e soprattutto con stanchezza, debolezza, facile stancabilità al minimo sforzo muscolare e alla più piccola applicazione intellettuale.

Una prolungata e ingiustificata astenia può essere anche espressione di una forma iniziale di diabete e perfino di qualche tumore. Naturalmente solo un accorto esame medico potrà escludere o confermare questi sospetti.

Un’altra forma di stanchezza patologica è quella conseguente a diete dimagranti violente e non esattamente equilibrate; la drastica riduzione degli zuccheri (pane, pasta), infatti, è spesso causa di diminuzione notevole delle capacità di resistenza fisiche e psichiche e così pure la carenza di vitamine (soprattutto C e del complesso B) e di sali minerali (ferro e iodio).

Altre cause di stanchezza, purtroppo non sempre “scovate” dai medici e quindi spesso diagnosticate in ritardo, sono la mononucleosi (specie i virus epstein barr e cytomegalovirus), ATM disfunzionale (articolazione temporo mandibolare) con conseguente squilibrio neuromuscolare/posturale, oppure un problema tiroideo.

La sindrome della stanchezza cronica (o CFS, acronimo di Chronic Fatigue Syndrome), nota anche come affaticamento cronico o sindrome da disfunzione del sistema immunitario, infezione cronica da virus di Epstein Barr, o encefalomielitemialgica, è stata proposta all’attenzione pubblica per la prima volta a metà degli anni ’80.La CFS è caratterizzata da una stanchezza eccessiva e da sintomi similinfluenzali, ma non è contagiosa. Tipicamente, l’esordio è improvviso e debilitante. I pazienti si sentono esausti senza correlazione con un eccessivo esercizio fisico e il quadro  non migliora con il riposo o con i farmaci; al contrario, tende a peggiorare con il passare del tempo. La CFS non è una malattia progressivamente degenerativa o fatale, sebbene possa protrarsi un anno o più. I sintomi aumentano e poi diminuiscono e spesso diventano disabilitanti prima di migliorare. Le cause di CFS sono comunque molteplici.

Se si tratta di uno strapazzo fisico il sonno (almeno 8 ore) e il riposo sono la migliore medicina. Se ciononostante alla mattina ci svegliamo stanchi e non in perfetta forma, prima di pensare ad una astenia patologica dobbiamo chiederci se il nostro riposo si è svolto in un ambiente adatto. Forse dormendo abbiamo preso freddo e in questo modo il nostro organismo è stato costretto a difendersi e a consumare energie: forse a letto eravamo troppo coperti e in questo modo abbiamo affaticato cuore e polmoni, forse siamo andati a dormire troppo stanchi e d’umore nero o dopo aver fatto un pasto pesante e ciò ci ha procurato un sonno agitato. Evitando tutti questi inconvenienti, se la nostra è una stanchezza del tutto normale, dovremmo riuscire a riposarci perfettamente: se invece si tratta di una forma di stanchezza anormale, cioè dipendente da una causa morbosa, allora non c’è che da curare con molta attenzione la malattia che è la causa vera del nostro eccessivo affaticamento.

In linea di massima sono molto utili, in tutte le forme, i farmaci detti <<tonici>>, che agiscono sulla pressione arteriosa (se questa è bassa) o sull’attività cardiaca, e quelli che fanno riacquistare l’appetito (quasi sempre l’inappetenza accompagna l’astenia). E’ inutile dire infine che, se se la causa della nostra stanchezza fosse una dieta dimagrante, non c’è che da ritornare al più presto a una alimentazione normale e completa, riservandoci di ricorrere al parere del medico e ai suoi consigli prima di riprendere la dieta per calare di peso.

Se la stanchezza non passa mai e tutti gli esami  (standard di routine) che avete fatto sono negativi, allora potrebbe essere CFS e in tal caso  solo uno specialista può aiutarvi.

Date un’occhiata a questo interessantissimo documento relativo al trattamento della CFS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *