Le coliti: come e perché si manifestano e come si curano

Le coliti: come e perché si manifestano e come si curano

La colite è strettamente legata al nostro modo di vivere. Nervosismo, stress, cattiva e sregolata alimentazione sono solo alcune delle cause più importanti che stanno alla radice di questa patologia sempre più frequente, tanto che alcuni medici l’hanno considerata una malattia tipica del nostro stile di vita. Ma partiamo col definire, prima di tutto, cos’è il colon. Questo è parte dell’intestino che va dall’appendice al retto; è chiamato anche intestino crasso.

A differenza dell’intestino tenue si presenta molto più grosso e non più avvolto su se stesso. Il colon presenta quindi una forma differente, ma anche compiti diversi: nell’intestino tenue vengono assimilati cibi introdotti con l’alimentazione, mentre nell’intestino crasso o colon si provvede all’assorbimento dell’acqua e all’eliminazione delle scorie. Questo è uno dei motivi per cui quasi tutte le malattie che colpiscono il colon sono dovuti ad una alimentazione non corretta e con disturbi nell’eliminazione delle feci.

Non dimentichiamo che proprio il tumore al colon rappresenta uno dei tumori più diffusi, e questo sicuramente dovuto ad uno stile di vita super stressante e ad un’alimentazione fatta molto spesso di cibo “spazzatura” con scarse proprietà nutritive, ma tossiche.

Diverse sono le malattie che possono colpire questa parte dell’intestino, ma le più frequenti sono rappresentate da processi infiammatori, acuti o cronici (le cosiddette coliti). Le coliti acute  non si distinguono molto dalle enteriti, cioè le infiammazioni  dell’intestino tenue con cui sono quasi sempre associate, mentre le coliti croniche sono sempre dovute ad un insieme di sintomi e cause distinte.

Coliti croniche

Il colon è molto sensibile a determinati processi (tipo colicistiti, insufficienze epatiche, appendicite) e quando si presentano tali patologie il colon reagisce quasi sempre con una infiammazione. Una infiammazione che può presentarsi anche a seguito di una cattiva alimentazione protratta nel tempo, oppure a causa di intossicazioni alimentari o per allergie ad alcuni particolari alimenti come uova, latte, frutti di mare che possono irritare la mucosa del colon e quindi infiammarla. Tutte queste forme di colite si complicano per i germi intestinali (cioè la flora batterica dell’intestino) che sono normalmente presenti nel tubo digerente, ma che in una situazione di irritazione e infiammazione diventano più virulenti e più pericolosi: si verificano in questo caso coliti fermentative  e putrefattive, dovute appunto alla mancanza di equilibrio (come vedremo in seguito) tra le due specie di germi intestinali che quindi lavorano male.

Come si manifestano

Queste malattie si presentano con un caratteristico andamento ciclico, con periodi di apparente benessere intervallati da altri, improvvisi, di malattia. La colite si manifesta quasi sempre con dolori addominali a forma di spasmo. A volte sono diffusi in tutto l’addome, altre volte circostanziati alla zona colpita, o lungo i tratti dell’addome (a desta o sinistra) oppure  a mezza vita, in corrispondenza della cinta.

Inoltre una pressione sulla parte infiammata richiama un dolore molto forte, intenso a cui si accompagnano sintomi davvero fastidiosi come nausea, senso di peso, meteorismo (e rumori nell’intestino), inappetenza e soprattutto vari disturbi nella defecazione che risulta essere irregolare: cioè si può passare da periodi di diarrea a periodi invece di stitichezza e questa alternanza rende inoltre difficile intraprendere una cura lineare. Il risultato?Un malato di colite risulta essere ancora più nervoso e con il conseguente aumento del suo stato di infiammazione del colon: una sorta di circolo vizioso.

Le condizioni psicologiche quanto influiscono?

Come abbiamo visto il nervosismo e le fonti di stress rappresentano una delle cause più importanti dell’insorgere delle coliti. Così importante che si può parlare di colon “irritabile”, tipico delle persone molto ansiose, agitate, sotto stress dove proprio l’insorgenza della tensione aumenta l’irritazione del colon. Il colon irritabile si presenta sicuramente con una alternanza di diarrea e stitichezza, quest’ultima però più frequente.

C’è sempre una costante nell’irritabilità dell’umore e del nervosismo: infatti non è un caso che i malati di colon irritabile abbiano durante la giornata momenti di depressione e altri momenti di serenità per poi cadere nella malinconia. Certo è che la conseguente infiammazione del colon, non fa altro che accentuare il nervosismo nei malati. Tra i vari sintomi del colon irritabile vanno sicuramente menzionati il mal di testa, i disturbi mestruali nelle donne, disturbi alle colecisti e allo stomaco (inappetenza, nausea, digestione difficile, eruttazioni, flatulenze). Se allora il fattore nervosismo è predominante, ecco perché la migliore cura è la tranquillità e la somministrazione di decotti, tisane calmanti e rilassanti.

Come si curano le coliti?

Il trattamento terapeutico delle coliti è uno dei più difficili al momento, poiché ogni malato è un caso a sé e perché come abbiamo visto, le cause possono essere tante e diverse, anche legate molto spesso tra loro. Le cure possono variare moltissimo da persona a persona e anche durante il periodo: a volte bisogna curare la diarrea, altre volte la stitichezza, altre volte ancora bisognerà curare i sintomi dei crampi all’addome.

Nelle forme di colon irritabile bisognerà agire sull’aspetto psicologico, cercare le cause dell’irritabilità, del nervosismo o dell’ansia. In ogni caso, come in diverse patologie, non basta curare i sintomi, ma le malattie vanno sradicate nelle loro cause originarie. Non ha senso curare i sintomi del colon se poi non si agisce alla fonte e si continua, ad esempio, a seguire una alimentazione sbagliata, o uno stile di vita sregolato. Allora cosa deve fare il malato? Prima di tutto dovrà lavorare sul proprio tenore di vita: deve cercare di eliminare (per quanto possibile) situazioni di stress, nervosismo, fonti di preoccupazioni.

Dovrà correggere la propria alimentazione (vedremo dopo cosa fare in proposito), che dovrà essere principalmente nutriente e sana; dovrà evitare, soprattutto quando è affetto da dolori e disturbi molto forti, strapazzi e bruschi sbalzi di temperatura. Anche la vita troppo sedentaria è da evitare. Diventa necessario camminare tutti i giorni, dedicarsi allo sport, soprattutto per coloro che soffrono di colon irritabile, poiché non è un mistero che l’attività sportiva sia in grado di scaricare tensioni e nervosismo ed è utilissima nelle persone affette da depressione.

Evitiamo lassativi in caso di stitichezza

Nei casi di colite sarebbe il caso di non utilizzare lassativi e purganti quando si soffre di stitichezza, poiché la stipsi, in questo caso, può essere una conseguenza di un stato di “torpore” dell’ intestino (cosiddetto intestino pigro), oppure dovuta al fatto che l’intestino è contratto da uno spasmo (nel caso di intestino spastico) e quindi non riesce a lavorare bene. Ricordiamo che la stipsi, nelle patologie della colite rappresenta solo un sintomo, non la causa. Quindi, attenzione all’uso di farmaci non idonei, ma solo dietro il consiglio del proprio medico o specialista. In ogni caso andrebbero sempre evitati i purganti che aumentano l’irritazione del colon e della sua mucosa, peggiorando la situazione.

Dieta per i malati di colite

Nei casi di colite, fondamentale è un corretto regime alimentare. Quando le pareti del colon si infiammano, le feci solitamente sono molto meno liquide e contengono spesso del muco. In queste condizioni la flora batterica, formata dai germi utili all’organismo, si altera e subisce uno squilibrio. Accade allora che in condizioni alterate, mentre solitamente ci sono germi che attaccano sostanze zuccherine dando origine a fenomeni fermentativi, e altri germi che attaccano proteine (carne, uova…) con processi putrefattivi, questi germi non lavorano bene, ma addirittura una delle due specie batteriche prevale sull’altra così che possono manifestarsi coliti o a carattere fermentativo o coliti a carattere putrefattivo.

Questo criterio che distingue le due forme di coliti (putrefattivo o fermentativo) è fondamentale per capire la terapia da intraprendere e anche soprattutto per seguire una dieta corretta. Per comprendere di che tipo di colite si tratta è necessario un esame delle feci: nelle coliti putrefattive le feci sono di colore grigio, asciutte e di cattivissimo odore; nelle coliti fermentative le feci hanno un aspetto molto schiumoso, liquide, abbondanti e molto più gialle. Per capire di quale colite si tratta basterà ricorrere alla reazione chimica delle feci con la nota “cartina di tornasole” (indicatore di Ph): nelle fermentazioni (acide) da azzurra diventa rosa e nelle putrefazioni (alcaline) mantiene il suo colore. Una volta stabilita di che colite si tratti, si può decidere di intraprendere un certo tipo di dieta.

La colite fermentativa è sicuramente meno grave di quella putrefattiva e anche più semplice da curare. Oltre che da feci acide è caratterizzata da una grande quantità di gas intestinale (meteorismo) dovuti all’azione della flora fermentativa sui carboidrati non digeriti del tutto, in modo particolare sulla cellulosa. Questa sostanza vegetale, infatti, non può essere attaccata dai succhi digestivi e arriva intatta nel colon dove viene attaccata dai germi locali, producendo una quantità notevole di gas.

Allora quando si tratta di colite fermentativa, poiché non c’è equilibrio tra le due specie di germi,  è bene evitare una serie di cibi, quali legumi, ortaggi, pane integrale, insalata e frutta… praticamente tutti i cibi che contengono cellulosa. I legumi e le verdure andrebbero mangiati solo se ben cotti, e la frutta dovrà essere scotta, sbucciata o finemente tritata. Dato che i germi intestinali attaccano gli zuccheri, questi dovranno essere evitati e si potranno consumare, ma in modo modesto pane, riso, pasta. Infine bisogna eliminare completamente le bibite gassate, soprattutto se si ha un forte meteorismo. Nella colite fermentativa sono molto consigliati cibi proteici come carne, pesce, formaggio, latte (per chi lo tollera). Vanno comunque tenute presente le intolleranze individuali. Infatti, come abbiamo visto all’inizio, la colite può essere originata da intolleranze alimentari. I cibi molto grassi sono poi sconsigliati per qualsiasi forma di colite: come ad esempio condimenti carichi, insaccati, ma sono sempre da preferire alimenti nutritivi e più leggeri.

In ogni caso, bisognerebbe diminuire le quantità di cibo durante i pasti, quindi mangiare leggero e in modo frequente. I malati di colite devono evitare tutto ciò che irrita la mucosa dell’intestino come caffè, bevande gassate, alcolici, piccante e insaccati.

Nella colite putrefattiva invece bisogna seguire altre regole: limitare alimenti proteici e preferire i carboidrati. La colite putrefattiva è molto più pericolosa in quanto le proteine sono in grado di produrre sostanze tossiche che poi l’organismo non sarebbe in grado di espellere con un conseguente malessere generale in tutto l’organismo.

Necessario allora preferire alimenti come pasta, pane, riso, patate, frutta e verdura. Anche in questo caso è bene evitare cibi ricchi di cellulosa, quindi: preferire verdure ben cotte e frutta frullata, cotta o sbucciata. Vanno ridotte le proteine presenti nella carne, pesce, latticini, formaggi, uova. Non vanno ovviamente esclusi del tutto, in quanto importanti nella alimentazione generale, ma sicuramente ridotti notevolmente. Ottimo il purè di carote o patate e legumi molto cotti in purea. Mele crude e cotte sono un toccasana nella colite putrefattiva.

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