Endometrite o endometriosi: cause, sintomi e cure

L’endometrite o endometriosi, è l’infiammazione dell’endometrio, cioè della mucosa che riveste la parete interna dell’utero. Un disturbo abbastanza frequente nelle donne, ma che spesso non viene considerato con la giusta importanza, perché i sintomi sono lievi e trascurabili e perciò non destano preoccupazione. Il consiglio è una visita specialistica dal ginecologo che è sempre importante poiché questa patologia, se non curata bene, può avere gravi conseguenze: può mettere in pericolo future gravidanze e può portare addirittura alla sterilità.

Le cause

Questa malattia è quasi sempre causata dalla penetrazione nell’utero di germi infettivi provenienti dall’esterno. Questi germi penetrano nell’utero soltanto in particolari condizioni, quando il canale cervicale è dilatato e perde la sua funzione naturale di difesa alla cavità uterina. Questo fenomeno si verifica solitamente dopo un parto, un aborto, durante il ciclo mestruale, a causa di un trauma o di una infezione locale.

L’infiammazione dell’endometrio, inoltre, può essere favorita dal permanere nell’utero di residui di placenta dopo un parto o di residui dell’uovo dopo un aborto, che costituiscono un terreno fertile alla proliferazione di microrganismi. Qualche volta, ma molto raramente, l’assalto dei microbi può avvenire anche dall’interno e ciò avviene quando qualche organo comunicante con l’utero (le tubaie o le ovaie) è intaccato da germi.

Chi colpisce

Se si considerano le cause più comuni della malattia, solitamente si può ritenere che le ragazze più giovani sono soggette a questa patologia, almeno fino al periodo della menopausa. Anche se si possono verificare casi di endometrite in età più avanzata. In questo caso l’utero reagisce all’infiammazione in modo particolare, date le sue caratteristiche in età avanzata. Produce infatti un’abbondanza di secrezione fluida, di pus che l’utero non riesce ad espellere da solo. Da qui dolori molto forti, febbre alta seguita da peritonite, nei casi più gravi.ù

Come si manifesta

Quando l’endometrite raggiunge la fase più acuta e avanzata, si manifesta con dolori molto forti nella parte bassa dell’addome, con febbre molto alta (38°-39°), mal di testa, brividi, malessere generale, leucorrea (perdite bianche). Nei casi ancora più gravi si possono manifestare abbondanti perdite di pus e emorragie abbondanti.

Nelle forme croniche, invece, i sintomi sono meno evidenti: solitamente si manifesta semplicemente leucorrea (perdite bianche) e disturbi mestruali. Poiché sono fenomeni che avvengono anche in situazioni normali, molto spesso vengono trascurati, ma invece per prevenire è meglio effettuare una visita ginecologica accurata almeno una volta l’anno. In questo modo è possibile limitare il pericolo di una infiammazione e di una aggravarsi della patologia.

Come curarsi

Nel caso di endometrite acuta di solito vengono prescritti dallo specialista antibiotici specifici e riposo assoluto a letto, soprattutto nei casi in cui si verifichi la febbre. Se si ipotizza una endometrite post parto, dovuta a residui durante il parto, sarà necessario procedere ad un raschiamento dopo che la febbre sarà cessata dopo almeno 8 giorni.

Le forme croniche possono essere curate tranquillamente con terapie locali (irrigazioni a base di sostane disinfettanti) o antibiotici. Quello che è più importante, ovviamente, in queste patologie dell’apparato ginecologico, come ad esempio la cervicite, è la prevenzione: almeno un controllo annuale da uno specialista.

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